Fascia porta bebè: come un caldo abbraccio

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Fascia porta bebè: come un caldo abbraccio

Bambino che piange nella carrozzina

Tutti i neogenitori sono passati dalla difficile esperienza di tentare di mettere il proprio bambino nel passeggino, per poi rinunciare e chiedersi se sono gli unici a cui capita questo inconveniente: spesso, quando i neonati vengono messi in carrozzina la reazione è la stizza caratterizzata da alte grida che denotano polmoni di notevole portata, il colorito che vira dal roseo al rosso vivace, il che ha come conseguenza gli inevitabili e fastidiosi sguardi incuriositi dei passanti. Il fatto è che il neonato, dal suo punto di vista, ha perfettamente ragione. Dopo aver passato nove mesi nel rifugio accogliente del grembo materno, al caldo, sentendosi piacevolmente confinato in uno spazio chiuso,né troppo grande né troppo piccolo, a contatto continuo con il corpo caldo della mamma, come è prevedibile, non gradisce lo spazio troppo aperto e freddino della carrozzina. Se una soluzione può essere quella di arrotolare delle copertine per colmare gli spazi intorno al bambino, per farlo sentire più avvolto e protetto, un’idea che spesso viene trascurata e snobbata come eccentrica, e che invece va assolutamente presa in considerazione, è quella di acquistare o farsi regalare una bella fascia porta bebè. Se fino a poco tempo addietro, poteva sembrare una soluzione un po’ particolare e alternativa, adesso l’utilizzo della fascia porta bebè va diffondendosi rapidamente.

L’idea della fascia porta bebè si ispira alle fasce artigianali di tessuto con cui le mamme che vengono dalla cultura africana trasportano comodamente i loro bambini, anche quando sono grandicelli, e sta mostrando sempre più i suoi vantaggi anche alle mamme moderne e non appartenenti alla cultura africana.

La fascia porta bebè è un’evoluzione di un altro oggetto simile per utilizzo, il marsupio. La fascia porta bebè è un oggetto sempre più selezionato dai futuri genitori, che lo inseriscono volentieri nelle liste di nascita e, a causa della odierna diffusione di questo strumento, è sempre più normale e frequente vedere mamme e papà che trasportano i loro bimbi piccoli avvolgendoli in questo caldo abbraccio.
Sempre più conosciute e consigliate dalle ostetriche e dagli stessi pediatri, esistono diversi modelli di fasce, realizzate in materiali differenti, dalle più naturali e semplici in cotone, a quelle più moderne e tecnologiche, sicurissime e soprattutto facili e veloci da indossare e togliere.
Questo tipo di trasporto del bambino è molto flessibile e molto comodo anche per i genitori, che si evitano il fastidio di doversi portare sempre dietro attrezzature ingombranti che per forza di cose limitano la loro libertà di movimento. Infatti, per una gita che si prevede di far durare l’intera giornata, è meglio procurarsi strumenti più classici come l’ovetto – che tra l’altro è necessario anche per il trasporto in auto nei primi mesi di vita – il passeggino e la carrozzina. Invece nel caso in cui si preveda solo una breve passeggiata all’aria aperta, o magari in situazioni in cui si rende necessario prendere dei mezzi pubblici affollati, avere pochi oggetti con sé e le mani libere diventa una questione di fondamentale importanza: in questo caso la fascia porta bebè è davvero uno strumento utilissimo.

I bambini piccoli amano talmente stare accoFascia porta bebè come le coccoleccolati dentro la fascia, a contatto con i genitori, che spesso si rilassano a tal punto da addormentarsi: è un aspetto da considerare quando si fa fatica ad addormentare il bimbo. A volte metterlo nella fascia e dondolarlo per pochi minuti, cantandogli la ninna nanna preferita è sufficiente per far sprofondare il neonato in un sonno profondo: a quel punto basterà metterlo nel suo lettino per finire il riposino, e il gioco è fatto.
Al di là di tutti questi vantaggi, che coinvolgono l’intera famiglia, la fascia porta bebè è davvero uno strumento buono e utile prima di tutto per il bambino. Il neonato ricerca il contatto con il corpo dei genitori, e in particolare con quello della mamma. Il suo è un bisogno fisico vero e proprio. Non a caso, negli ospedali il bambino viene posto, subito dopo la nascita, a contatto diretto con la madre, a meno che non ci siano situazioni che richiedano un immediato intervento medico. Le mamme che hanno avuto la fortuna di provare questa esperienza, hanno avuto modo di toccare con mano quanto quel contatto sia benefico sia per il bambino, che di solito si calma immediatamente dopo l’esperienza, traumatica anche per lui, della nascita, sia per la mamma, che non è affatto pronta a staccarsi dal suo bambino e ha bisogno anche lei di stare vicina al figlio. Questo bisogno di contatto reciproco continua nei giorni e nei mesi successivi al parto, per ridursi gradualmente, quando il bambino poco a poco acquista consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante e diventa conseguentemente più autonomo. Quindi, continuare a tenere il bambino vicino a sé non significa affatto viziarlo, come potrebbe insinuare qualcuno, ma significa rispondere a una sua precisa e legittima esigenza. Non significa renderlo dipendente e incapace di staccarsi dalla mamma, ma anzi renderlo alla lunga più capace di autonomia, proprio perché con l’utilizzo della fascia porta bebè si è contribuito a rassicurarlo sul fatto che papà e mamma sono lì per rispondere alle sue richieste, se legittime.

La cosa importante, qualunque sia la nostra scelta, è quella di dare sempre la priorità alla sicurezza del nostro bambino: non improvvisiamo fasce porta bebè fai da te se non siamo assolutamente certi di quello che stiamo facendo, ma ricorriamo piuttosto all’acquisto di modelli che ci garantiscano la certezza che il bambino sarà sorretto con solidità e nella maniera più adeguata a rispettare la sua delicata struttura fisica, senza che ci siano rischi per la sua salute. Poi, una volta che ci siamo assicurati di questo, godiamoci una bella passeggiata rilassante, a stretto contatto con il nostro neonato.

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